IN VETRINA

Autori di ispirazione per i Philosophical practitioner

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Il saggio Esperienza, politica e antropologia in María Zambrano, pubblicato da Mimesis Editore e prefato da Francesca Brezzi, attraversa i nodi fondamentali del pensiero zambraniano: il dato esperienziale, il punto di vista antropologico e la prospettiva storico-politica.
Muovendo dal contesto storico-sociale in cui si trova a vivere e radicalmente condizionata dall’elemento esperienziale, Zambrano delinea un pensiero che è viva espressione dell’incontro tra la dimensione speculativa e l’elemento vitale, a suo giudizio indispensabile per comprendere profondamente l’essenza umana. La sua riflessione filosofico-politica, pienamente incarnata dalle mujeres – che anticipano per molti versi il pensiero della differenza sessuale – traccia un percorso articolato intorno ai nodi della responsabilità, della coscienza, dell’auto-coscienza, della relazionalità, dell’alterità e dell’accoglimento della realtà, così da giungere alla costruzione di una dimensione sociale concretamente democratica e, dunque, umana.

Ruotando intorno al concetto cardine di persona, da cui il sottotitolo La centralità della persona, all’interno di un orizzonte intellettuale, in parte di tipo esistenziale, in parte di carattere cristiano, l’umano costituisce l’elemento di fondo del filosofare zambraniano. El saber del alma, las entrañas, il sentire originario, la razón poética, i chiaroscuri rappresentano, così, i tratti peculiari della sua riflessione, che scorre fluida e circolare ben al di là di ogni tipo di sistematizzazione.

Il testo di carattere filosofico-politico tocca, quindi, elementi di particolare interesse anche nel mondo della consulenza filosofica, data l’attenzione rivolta ai temi della cura, dell’ascolto e della capacità umana di entrare in relazione con l’altro.

Sara Del Bello ha conseguito il titolo di PhD in Filosofia Politica presso l’Università degli Studi di Roma Sapienza, dedicando i suoi studi al pensiero femminile. Il suo lavoro di dottorato – conseguito con il massimo giudizio e rivolto alla filosofia di María Zambrano – è stato sviluppato collaborando con i principali istituti di ricerca europei in materia di pensiero zambraniano: il Seminario Permanente María Zambrano, diretto dalla prof.ssa Carmen Revilla presso la Universitat de Barcelona e la Fundación María Zambrano di Vélez-Málaga. Ha lavorato nell’ambito della docenza e della ricerca universitarie con l’Università degli Studi di Roma Sapienza, la Pontificia Università Urbaniana, l’Università degli Studi Roma Tre. Laureata in Relazioni Internazionali con la tesi specialistica Simone Weil: l’esperienza del lavoro come incontro tra pensiero e azione e la tesi triennale Hannah Arendt: dal concetto d’amore in Agostino all’amore per il mondo, entrambe discusse con il massimo dei voti, partecipa in qualità di relatrice a diversi convegni e lezioni in Italia e in Spagna. Ha all’attivo varie pubblicazioni con riviste italiane e straniere. Al momento, si sta formando nell’ambito del Master in Consulenza e Pratiche Filosofiche presso l’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con la SUCF (Scuola Umbra di Consulenza Filosofica). Lavora, inoltre, nel mondo della comunicazione nei settori culturale e politico-sociale.

 

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New Frontiers in Philosophical Practice

Authors:

Lydia Amir, Lou Marinoff, Ran Lahav, Giancarlo Marinelli, David Sumiacher D’Angelo, Vaughana Feary, Roxana Kreimer, Gerardo Primero, Michael Noah Weiss, Detlef Staude, Jeanett Bresson Ladegaard Knox, Aleksandar Fatic, Guro Hansen Helskog

“The purpose of this book is to explore new approaches to the practice of philosophy. Practicing Philosophy (2015), the previous anthology co- edited with Aleksandar Fatić, describes the state of the art of this relatively young theoretical and practical discipline. Apart from one exception, the current anthology includes essays from different authors than those who contributed to the previous anthology. I have mostly turned to prominent philosophical practitioners from various countries who, in the course of their extensive experience, have changed the ways in which they practice philosophy, or refreshed their methods, or challenged philosophical practice’s goals and means, or innovated in the problems and audiences they addressed. However, I have also solicited relatively new voices who bring fresh perspectives and methods to the field.

This anthology does not exhaust its theme; limitations of space have obviously precluded the inclusion of all significant recent innovations and innovators in this discipline. I ask those who are not included here not to bear a grudge, as I hope there will be other opportunities for collaboration.

Expanding its boundaries, the practice of philosophy is time and again reaching new frontiers. It is to pay tribute to the creativity this field requires that I have undertaken this project. I believe it is of value not only to philosophers, both practical and theoretical, as well as to professionals and students in education and the helping disciplines, but also to the general public, since this anthology exemplifies how philosophers can fulfill their responsibility towards their communities, and, ultimately, towards civilization at large.1″

Lydia Amir Boston and Tel Aviv, 2017